Ho quasi dato un nuovo esame di maturità... per strada
Il codice napoleonico, ovvero l'abolizione dei privilegi feudali e il riconoscimento della libertà della persona, della famiglia e della proprietà privata.

Qualche giorno fa, in un momento di folle attesa tra una commissione e l'altra, sento che un vecchietto sta chiedendo delle informazioni stradali su una via ad un suo coetaneo, che gli risponde dandogli le indicazioni corrette.
Il vecchietto però non è convinto della risposta e viene a fare la stessa domanda anche a me.
Io gli confermo quanto gli ha risposto l'altro, poi inarco un sopracciglio in modo interrogativo perché lo vedo perplesso e lui mi confessa che gli pare strano.
Io gli chiedo perché la stessa risposta che gli abbiamo dato in due non lo convince.
Ed è l'inizio di una conversazione straordinaria.
Lui mi dice che il suo senso di disorientamento è colpa del codice urbanistico napoleonico!
Che nonostante sia stato introdotto più di due secoli fa, ne siamo influenzati ancora oggi, nel bene e nel male.
Perlomeno in modo cosciente solo per quei pochi che conoscono il codice urbanistico napoleonico, gli altri non credo se ne rendano affatto conto.
Mi racconta di essere figlio di esuli giuliani, di mamma per metà tedesca e per metà slovena, e di papà italiano irredentista, che furono costretti a lasciare la loro casa e il loro paese per allontanarsi dallo scenario della guerra e degli scontri.
Mi dice di chiamarsi Valter con la V singola, ma che da bambino il suo nome aveva la W doppia. E che gli fu cambiato proprio quando gli rifecero i documenti da esule interno.
Così ho imparato che nell'antica Grecia e nell'antica Roma, e probabilmente anche in molte altre regioni dell'antichità, andare in esilio era un diritto, che i condannati potevano esercitare per non subire la pena, anche un condannato a morte.
Poi con il passare delle epoche e il mutare delle leggi divenne una condanna di per sé. E oggi nemmeno più quello: si viene considerati latitanti o profughi.
Ma il periodo storico che lo interessa maggiormente è quello napoleonico. Conosce benissimo tutti i codici napoleonici.
Io cerco un po' di stargli dietro, ma lui è convinto che li conosca pure io. Mi chiede che scuola ho fatto e comincia a interrogarmi sui cinque codici napoleonici.
A partire dal fatto che ero convinto fossero solo quattro e non cinque, gli confesso a mia volta di avere delle lacune in merito, ma lui non si rassegna e per ogni risposta che non so dare, mi fa una breve lezione di approfondimento lasciando sempre che alla conclusione per lui scontata di quello che mi ha appena detto però ci giunga io, sollecitandomi con altre domande cui spera di ricevere risposte deduttive.
Innanzitutto mi spiega che, anche se formalmente si insegna che sono solo quattro, se si considerano tutti gli editti promulgati in ordine sparso in materia urbanistica e lavori pubblici..., e qui mi trova un pochino più preparato perché ricordo che il disarmo e l'abbattimento delle mura difensive delle principali fortezze piemontesi come Ivrea, Cuneo, Ceva e soprattutto Torino, avvenuto rimpiazzandole con ampi viali alberati e predisponendo l'espansione degli insediamenti urbani con altri viali sono stati fatti proprio per decisione sua oltre a tutte le opere fluviali in gran parte mai attuate, etc etc..., di fatto è come se fossero cinque.
Ma lui poi va ben oltre: dai piani urbanistici delle cittadine lungo le statali dell'odierna Liguria, partendo da Ventimiglia, alla strada statale del Sempione, proseguendo fino alla capitale della Repubblica Cisalpina, come era stata denominata allora, passando in rassegna i tracciati delle strade statali mi voleva far capire le conseguenze pratiche degli editti emanati da Napoleone percepibili ancora oggi e perché lui a volte si senta disorientato per le conseguenze di come furono applicati.
È stata un'incredibile lezione di storia; e d'ora in poi forse mi sentirò un po' più disorientato anche io, andando in giro per le strade di questa parte del mondo.
E anche se alla fine mi ha promosso appena con la sufficienza, se n'è andato tutto soddisfatto per avermela insegnata e aver disorientato un po' anche me.
~Wirton Arvott
Nota: Il codice napoleonico, ovvero il primo dei cinque codici napoleonici, o per estensione l'intero corpo dei codici napoleonici, è una raccolta di leggi che aboliva tutti i privilegi feudali e riconosceva la libertà della persona, la famiglia e la proprietà privata. Grazie a questo codice si ristabilì un’ordine e fu una conquista, sancendo il superamento dei privilegi feudali, dopo anni di insicurezze e disordini. Oggi il codice napoleonico è alla base della legislazione vigente in gran parte dell’Europa, compresa l’Italia.
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